CAPO I

LA VALORIZZAZIONE E LA PROMOZIONE DELLA PARTECIPAZIONE


Art. 78 La partecipazione dei cittadini all'amministrazione

  1. Il Comune valorizza le libere forme associative e promuove organismi di partecipazione dei cittadini all'amministrazione locale.
  2. Il Comune promuove la costituzione delle seguenti Consulte, disciplinandone con apposito regolamento la funzione consultiva e la composizione su base prioritaria e rappresentativa:
    a) Consulta dell'economia e del lavoro, della quale fanno parte i rappresentanti delle associazioni sindacali, imprenditoriali e professionali e delle categorie produttive in genere e del turismo, nonché dei comitati di consumatori e utenti, più rappresentativi sia a livello nazionale che locale;
    b) Consulta per le problematiche dei minori, della quale fanno parte rappresentanti delle Comunità di volontariato, di gruppi assistenziali, religiosi e umanitari, di associazioni con finalità sociali e culturali, di associazioni studentesche e istituzioni scolastiche più rappresentativi sia a livello nazionale che locali, nonché operatori del settore,;
    c) Consulta della pari opportunità, della quale fanno parte rappresentanti delle associazioni e dei movimenti femminili, nonché delle minoranze e delle diversità sociali e sessuali più rappresentativi sul territorio operanti nel campo della parità e delle pari opportunità nel lavoro, nonché rappresentanti delle confederazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale e delle confederazioni sindacali dei datori di lavoro
    d) Consulta dei portatori di handicap della quale fanno parte i rappresentanti delle associazioni nazionali e locali degli invalidi civili, del lavoro, di guerra, di servizio, dei non vedenti, dei sordomuti, dei portatori di handicap psichici e dei pazienti psichiatrici.
    e) Consulta per la terza età della quale fanno parte istituzioni, organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, associazioni, anche quelle più rappresentative che agiscono sul territorio, e organismi di volontariato con finalità specifiche per i problemi degli anziani, oltre alle figure già previste dalla legge regionale.
    f) Consulta dell'ambiente, della quale fanno parte rappresentanti delle associazioni ecologiste, naturaliste e professionali operanti nel settore, nonché i rappresentanti di pubbliche istituzioni del settore stesso;
    g) Consulta della cultura e della biblioteca, della quale fanno parte rappresentanti dell'Università, della scuola, delle associazioni e fondazioni culturali e professionali, nonché personalità in campo artistico e culturale;
    h) Consulta dello sport e tempo libero, della quale fanno parte rappresentanti locali del CONI, delle federazioni sportive, degli enti di promozione sportivi e delle associazioni sportive e del tempo libero di carattere locale più rappresentativi; i) Consulta dei Giovani, della quale fanno parte istituzioni, associazioni, movimenti giovanili e organismi di volontariato con finalità specifiche per i problemi dei giovani, più rappresentativi sia a livello nazionale che locale.

Art 79 - Libere forme associative

  1. Le libere forme associative comprendono le associazioni dei lavoratori dipendenti, autonomi e professionali, degli esercenti arti e attività artigianali, commerciali, industriali, professionali e agricole associazioni di volontariato; le associazioni di portatori di handicap; le associazioni sportive, del tempo libero, della tutela della natura e dell'ambiente, le associazioni e organismi della scuola, della cultura, per la valorizzazione del patrimonio storico e artistico; le associazioni dei giovani e degli anziani, e ogni altra forma associativa.
  2. La valorizzazione delle libere forme associative può avvenire mediante concessione di contributi finalizzati entro i limiti di stanziamento di bilancio e nei modi e secondo i criteri previsti dal regolamento, nonché la concessione in uso di eventuali locali o terreni comunali disponibili.
  3. Il Comune istituisce l'Albo delle Associazioni, al quale vengono iscritte le associazioni presenti sul territorio comunale. Il regolamento disciplina l'istituzione e la tenuta dell'Albo e le relative iscrizioni e cancellazioni.

Art. 80 - La partecipazione alla gestione dei servizi sociali

  1. Il Comune può favorire la formazione di organismi a base associativa, con il compito di concorrere alla gestione dei servizi comunali a domanda individuale, quali asili nido e scuole materne, impianti sportivi, culturali, ricreativi, mense scolastiche e simili.

Art. 81 - La partecipazione dei cittadini

  1. Le istanze e le petizioni presentate da uno come da più cittadini o associazioni, dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi generali della collettività, sono sottoposte dal Sindaco alla specifica Commissione consiliare permanente, la quale, ritenutane l'ammissibilità, le trasmette con propria relazione agli organi competenti per l'attivazione delle procedure amministrative consequenziali.
  2. La Commissione consiliare può invitare i presentatori dell'istanza, o loro delegazioni, ad assistere alla seduta nella quale viene effettuato l'esame preliminare delle loro richieste e a fornire chiarimenti e precisazioni.

CAPO II

REFERENDUM E CONSULTAZIONE DEI CITTADINI


Art. 82 - Referendum consultivo

  1. Il referendum consultivo è un istituto previsto dalla Legge e ordinato dal presente Statuto e dal regolamento, con il quale tutti gli elettori del Comune sono chiamati a pronunciarsi in merito a programmi, piani, progetti, interventi e ogni altro argomento - esclusi quelli di cui al successivo quarto comma - relativi all'Amministrazione e al funzionamento del Comune, esprimendo sul tema o sui temi proposti il proprio assenso o dissenso, affinché gli organi ai quali compete decidere assumano le proprie determinazioni, consapevoli dell'orientamento prevalente della Comunità.
  2. I referendum consultivi possono essere indetti per deliberazione del Consiglio Comunale e/o di almeno due Consigli Circoscrizionali, che fissano il testo da sottoporre agli elettori. La deliberazione deve essere adottata con il voto favorevole della maggioranza dei Consiglieri assegnati di ognuna delle Assemblee. Il Sindaco, divenuta esecutiva la deliberazione, dà corso alle procedure previste dal regolamento.
  3. I referendum consultivi possono essere, inoltre, indetti su richiesta presentata, con firme autenticate nelle forme di legge, da almeno tremila elettori iscritti nelle liste del Comune alla data del 1° gennaio dell'anno nel quale viene presentata la richiesta. Questa, con allegate le firme dei cittadini e contenente il testo da sottoporre agli elettori, viene presentata al Sindaco che, dopo la verifica da parte del Segretario comunale della regolarità della stessa, da effettuarsi entro 15 giorni dalla data di ricevimento, dà corso alle procedure previste dal regolamento, informandone il Consiglio comunale.
  4. Non possono essere oggetto di referendum consultivo le seguenti materie: 
    a) revisione dello Statuto del Comune e di quelli delle aziende speciali;
    b) disciplina dello stato giuridico e delle assunzioni di personale;
    c) piani territoriali e urbanistici, piani per la loro attuazione e relative variazioni;
    d) tributi locali, tariffe dei servizi e altre imposizioni;
    e) criteri, designazione e nomine dei rappresentanti.
  5. I referendum sono indetti dal Sindaco. Si tengono entro 60 giorni dalla data di esecutività della deliberazione consiliare per quelli di iniziativa consiliare. Quelli di iniziativa popolare si tengono entro 60 giorni dalla data del parere di regolarità del Segretario generale.
  6. Gli esiti dei referendum sono proclamati e resi noti dal Sindaco con i mezzi di comunicazione più idonei affinchè tutta la cittadinanza ne venga a conoscenza.
  7. Il Consiglio comunale entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati dei referendum delibera gli atti di indirizzo per l'attuazione degli esiti delle consultazioni.
  8. Le consultazioni di cui al presente articolo e al successivo devono avere per oggetto materie di esclusiva competenza locale, e non possono aver luogo contemporaneamente con altre operazioni di voto.

Art. 83 - La consultazione dei cittadini

  1. Il Consiglio comunale, per propria iniziativa o a seguito di iniziativa promossa dal Sindaco, può deliberare la consultazione preventiva di particolari categorie di cittadini, individuabili attraverso le risultanze degli uffici comunali, di albi pubblici o di associazioni di categoria, su proposte che rivestono per gli stessi diretto e rilevante interesse.
  2. La consultazione può essere effettuata sia mediante l'indizione di assemblea dei cittadini interessati, nella quale gli stessi esprimono, nelle forme più idonee, le loro opinioni o proposte, sia con l'invio a ciascuno degli interessati di questionari, nei quali viene richiesto con semplicità e chiarezza l'espressione di opinioni, pareri e proposte, da restituire con le modalità ed entro il termine nello stesso indicato.
  3. Il Dirigente della struttura interessata al quesito dispone lo scrutinio delle risposte pervenute e riassume i risultati della consultazione, che trasmette al Sindaco, il quale li comunica al Consiglio comunale per le valutazioni conseguenti, e provvede a darne informazioni, con pubblici avvisi, ai cittadini.
  4. I Consigli circoscrizionali organizzano, con le modalità indicate al precedente comma, la consultazione dei cittadini della Circoscrizione, deliberata dal Consiglio stesso e relativa a proposte di provvedimenti che interessino esclusivamente la popolazione e il territorio della stessa. Le funzioni relative allo scrutinio dei risultati sono esercitate dal Segretario della Circoscrizione. Il Presidente comunica i risultati della consultazione al Consiglio della circoscrizione, al Consiglio comunale e al Sindaco, e provvede a darne avviso ai cittadini.
  5. Il regolamento stabilisce le ulteriori modalità e termini relativi alle consultazioni di cui al presente articolo.
  6. Non è ammessa la consultazione in materia di tributi, tasse e contribuzioni.

CAPO III

LA PARTECIPAZIONE DEI CITTADINI AL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO


Art. 84 - Diritto di partecipazione al procedimento

  1. La partecipazione degli interessati nei procedimenti amministrativi, relativi all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive è assicurata dalle norme stabilite dalla Legge e da quelle operative previste dal regolamento, secondo i seguenti principi: 
    a) il Comune, gli enti e aziende dipendenti sono tenuti a comunicare l'avvio del procedimento a coloro nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti ed a coloro che debbono intervenire;
    b) qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio del provvedimento, hanno facoltà di intervenire nel procedimento;
    c) i soggetti di cui alle precedenti lettere a) e b) hanno diritto:
      aa) di prendere visione degli atti del procedimento, salvo i casi per cui la legge prevede diversamente;
      bb) di presentare memorie scritte e documenti, che l'Amministrazione ha l'obbligo di valutare ove siano pertinenti all'oggetto del procedimento.

CAPO IV

L'AZIONE POPOLARE


Art. 85 - L'azione sostitutiva

  1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al comune.
  2. Il Sindaco, ricevuta notizia dell'azione intrapresa dal cittadino, è tenuto a verificare se sussistono motivi e condizioni per assumere direttamente la tutela dell'interesse dell'Ente, entro i termini di legge. A tal fine è in ogni caso necessario accertare che l'attore non abbia un interesse diretto nella vertenza, nel qual caso l'azione ha carattere personale e non può considerarsi popolare. Ove il Sindaco decida di assumere direttamente la tutela degli interessi generali oggetto dell'azione popolare, adottati gli atti necessari, ne dà avviso a coloro che hanno intrapreso l'azione.Nel caso che non ritenga che sussistano elementi e motivi per promuovere l'azione di tutela degli interessi predetti, lo fa constatare a mezzo di atto deliberativo motivato.

CAPO V

IL DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE DEL CITTADINO


Art. 86 - Pubblicità degli atti e delle informazioni

  1. Tutti gli atti dell'Amministrazione comunale sono pubblici, al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale.
  2. Il diritto dei cittadini all'informazione sullo stato degli atti, delle procedure, sull'ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardano è garantito dalle modalità stabilite dal regolamento.
  3. Il regolamento assicura, altresì, ai cittadini il diritto di accedere, in generale, alle informazioni delle quali la stessa è in possesso, relative all'attività da essa svolta o posta in essere da enti, aziende od organismi che esercitano funzioni di competenza del Comune.
  4. La pubblicazione delle deliberazioni e di ogni altro atto del Comune, per il quale sia richiesta, viene effettuata all'albo pretorio del Comune.

Art. 87 - Il diritto di accesso agli atti amministrativi, alle strutture ed ai servizi

  1. Il diritto di accesso agli atti amministrativi è assicurato, con le modalità stabilite dal regolamento, in generale a tutti i cittadini, singolo od associati, ed in particolare a chiunque vi abbia interesse per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti.
  2. Il diritto di accesso è escluso per i documenti previsti dal regolamento da adottarsi nei termini e con le modalità di cui alla normativa vigente. Può essere temporaneamente escluso e differito per effetto di una motivata dichiarazione del Sindaco che ne vieta l'esibizione, secondo quanto previsto dal regolamento, quando la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi e delle imprese.
  3. Il diritto di accesso si esercita mediante richiesta motivata di esame e di estrazione di copia degli atti e documenti amministrativi effettuata nelle forme previste dal regolamento. L'esame dei documenti è gratuito.
  4. Il diritto di rilascio di copia di atti amministrativi è subordinato al rimborso del solo costo di riproduzione, salvo le disposizioni vigenti in materia di bollo.
  5. Il rifiuto, il differimento e la limitazione dell'accesso sono consentiti solo nei casi previsti dal regolamento ed in vigenza del divieto temporaneo di cui al secondo comma. Trascorsi inutilmente trenta giorni dalla presentazione della richiesta, questa si intende rifiutata.
  6. Contro le determinazioni amministrative di cui al precedente comma sono attivabili le azioni previste dalla normativa vigente.

CAPO VI

IL DIFENSORE CIVICO


Art. 88 - Istruzione e ruolo

  1. Il ruolo di garante dell'imparzialità e del buon andamento dell'Amministrazione comunale è esercitato dal Difensore civico, il quale segnala anche di propria iniziativa gli abusi, le disfunzioni, le carenze e i ritardi dell'Amministrazione nei confronti dei cittadini. Un apposito regolamento disciplinerà in modo puntuale quanto non specificato nei successivi articoli.

Art. 89 - Requisiti

  1. Il Difensore civico deve essere in possesso dei requisiti di eleggibilità e compatibilità con la carica di Consigliere comunale ed essere eletto tra persone in possesso del seguente requisito: 
    a) laureati in Giurisprudenza, Economia, Scienze politiche che abbiano superato da almeno cinque anni l'esame di stato per l'ammissione all'esercizio della professione.
    Non possono essere eletti coloro che sono stati candidati nelle ultime consultazioni elettorali per l'elezione del Sindaco, del Consiglio Comunale e dei Consigli Circoscrizionali anche in altri Comuni.
  2. Il Presidente del Consiglio comunale riceve le proposte di candidature all'ufficio di Difensore civico: 
    a) dal Sindaco
    b) dai Capigruppo consiliari;
    c) dai Consiglieri comunali e dai Presidenti dei Consigli circoscrizionali; d) da singoli o più cittadini informati attraverso avviso pubblico.
  3. Le proposte di candidature devono essere presentate alla Segreteria generale almeno 24 ore prima della seduta consiliare fissata per l'elezione del Difensore civico, con immediata notifica ai Gruppi consiliari. Le proposte devono essere accompagnate dalla domanda dell'interessato all'elezione, corredata da certificazione dei requisiti indispensabili per l'elezione e dal curriculum professionale del candidato.

Art. 90 - Incompatibilità, Decadenza, Revoca, Dimissioni

  1. Non sono compatibili con la carica di difensore Civico:
    A) Coloro per i quali sussiste:
      a) una delle cause di incompatibilità per l'elezione a consigliere comunale previste dalla Legge 23 aprile 1981, n.154 e successive modificazioni;
    B) Coloro che:
        b) ricoprono una carica pubblica elettiva;
        c)ricoprono incarichi nei partiti politici a livello comunale, provinciale, regionale o nazionale;
    C) Coloro che rispetto al Comune, alle istituzioni, aziende consorzi ed enti dallo stesso dipendenti, si trovano in una delle seguenti posizioni: 
      a) dipendenti, anche con rapporto a tempo determinato;
      b) esercitano le funzioni di revisore dei conti;
      c) sono titolari, amministratori, dirigenti di enti ed imprese che hanno rapporti contrattuali per opere o somministrazioni con i servizi pubblici comunali.
  2. Il Difensore civico decade per le stesse cause per le quali si perde la qualità di Consigliere comunale o per sopravvenienza di una delle condizioni di ineleggibilità alla carica di Consigliere comunale. La decadenza è pronunciata dal Consiglio.
  3. Il Difensore civico può essere revocato dalla carica per grave inadempienza ai doveri d'ufficio, con deliberazione motivata del Consiglio comunale, adottata con votazione segreta e a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. La procedura di revoca deve salvaguardare la garanzia del contraddittorio a seguito di disciplina prevista dal regolamento.
  4. La cessazione dalla carica di Difensore Civico può avvenire anche a seguito di sue dimissioni.
  5. La carica di Difensore Civico è incompatibile con analogo incarico attribuito alla stessa persona da altra Amministrazione Pubblica.

Art. 91 - Elezione

  1. Il Difensore civico è eletto dal Consiglio comunale in seduta pubblica, a scrutinio segreto con maggioranza dei 2/3 dei consiglieri assegnati in prima convocazione(stante l'attuale composizione la maggioranza dei 2/3 viene fissata in 21 voti). Qualora nessun candidato raggiunga tale maggioranza, si procederà, seduta stante, ad una seconda votazione in cui è necessario il raggiungimento della maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati. In caso di esito negativo di tali votazioni si procederà in Consigli comunali successivi, prevedendo per ciascuna seduta due votazioni, fino a quando un candidato non avrà riportato i sedici voti.
  2. L'elezione del Difensore civico è iscritta all'ordine del giorno dell'adunanza del Consiglio comunale immediatamente successiva a quella di presentazione del programma del Sindaco con l'indicazione della Giunta.
  3. Il Difensore civico rimane in carica per la stessa durata del Consiglio che lo ha eletto, esercitando le sue funzioni fino all'insediamento del successore. Egli non è immediatamente rieleggibile
  4. In caso di dimissioni o vacanza della carica nel corso della consiliatura, il Consiglio provvede alla nuova elezione nella prima adunanza utile.

Art. 92 - Funzioni

  1. Il Difensore civico esercita le sue funzioni con piena autonomia e indipendenza e con tutti i poteri che le stesse richiedono, non essendo sottoposto ad alcuna forma o rapporto di dipendenza gerarchica o funzionale
  2. Il Difensore Civico provvede nei limiti e secondo le modalità stabilite dalla Legge, dallo Statuto e dal regolamento, alla tutela non giurisdizionale degli interessi dei soggetti previsti dal co.4
  3. Il Difensore civico su richiesta scritta e motivata di u quarto dei consiglieri assegnati(data l` attuale composizione del Consiglio, 7 consiglieri) esercita il controllo di legittimità sulle deliberazioni del Consiglio e della Giunta di cui all`art.35 del presente Statuto, con la verifica della conformità degli atti alle norme vigenti e alle norme statutarie per quanto riguarda la competenza, la forma e la procedura. Se il Difensore civico ritiene la deliberazione illegittima ne da comunicazione all` organo deliberante, entro quindici giorni dalla richiesta, e lo invita a eliminare i vizi riscontrati. Se l'organo non ritiene di modificare la deliberazione, essa acquista efficacia se viene confermata con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei componenti del Consiglio comunale.
  4. Il Difensore civico può intervenire, su richiesta di cittadini singoli o associati o per propria iniziativa presso l'Amministrazione comunale, le aziende speciali, le istituzioni, le concessionarie di servizi, i consorzi e le società che gestiscono servizi pubblici nell'ambito del territorio comunale, per accertare che i procedimenti amministrativi abbiano regolare corso e che i provvedimenti siano correttamente e tempestivamente emanati.
  5. A tal fine egli può convocare il responsabile del servizio interessato entro un termine da lui prefissato e richiedere documenti, informazioni, chiarimenti, senza che possano essergli opposti dinieghi o il segreto d'ufficio. Può stabilire di esaminare, congiuntamente con il responsabile del procedimento interessato, la pratica, entro termini prefissati e può richiedere allo stesso relazione scritta in merito allo stato del procedimento e a particolari aspetti dello stesso da lui rilevati.
  6. Acquisite le documentazioni necessarie, comunica al cittadino o all'associazione che ha richiesto l'intervento, le sue valutazioni e l'eventuale azione promossa. Segnala al responsabile del procedimento le eventuali irregolarità e i vizi di procedura rilevati, invitandolo a provvedere ai necessari adeguamenti e, in caso di ritardo, entro termini prestabiliti. Comunica agli organi sovraordinati le disfunzioni, gli abusi, le carenze e i ritardi riscontrati.
  7. Se il provvedimento che viene adottato non recepisce le segnalazioni del Difensore civico, nello stesso devono essere inserite le relative motivazioni. Il Difensore civico può chiedere il riesame del provvedimento, qualora ravvisi il permanere di irregolarità o vizi procedurali.
  8. Il Sindaco assicura all'ufficio del Difensore civico una sede idonea e le dotazioni di personale e strumentali per il buon funzionamento dell'istituto.
  9. Al Difensore civico è corrisposta un'indennità di funzione nella misura massima del trattamento economico base previsto per i dirigenti del Comune.

Art. 93 - Rapporti con il Consiglio comunale

  1. Il Difensore civico presenta al Consiglio comunale, entro il mese di marzo, la relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, segnalando le disfunzioni riscontrate e formulando proposte tese a migliorare il buon andamento dell'azione amministrativa.
  2. In casi di particolare importanza il Difensore civico effettua specifica segnalazione che il Presidente del Consiglio comunale iscrive all'ordine del giorno della prima adunanza.

Art. 94 - Rapporti con la Giunta Comunale e le Commissioni Consiliari

  1. Il Difensore Civico può essere ascoltato, su sua richiesta, dalle Commissioni Consiliari e dalla Giunta Comunale in ordine a problemi particolari inerenti l'esercizio delle funzioni del suo ufficio.
  2. Le Commissioni consiliari e la Giunta Comunale possono convocare il difensore Civico per avere informazioni selle attività svolte e su problemi particolari alla stessa relativi.

Art. 95 - Rapporti con il Sindaco

  1. Il difensore Civico ha rapporti con il Sindaco per tutte le segnalazioni con le quali viene richiesto il suo intervento direttamente ed indirettamente attraverso la Giunta Comunale quando vengono rese note all'attenzione di essa situazioni e disfunzioni.

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