CAPO I

ORDINAMENTO


Art. 9 - Norme genarali

  1. Sono organi elettivi del Comune il Sindaco e il Consiglio comunale.
  2. Spettano agli organi elettivi, di cui al precedente primo comma, la funzione di rappresentanza democratica della Comunità e la realizzazione dei principi e delle competenze stabilite dallo Statuto nell'ambito della Legge.
  3. Sono altresì elettivi gli organi circoscrizionali.
  4. La Legge e lo Statuto regolano l'attribuzione delle funzioni ed i rapporti fra gli organi elettivi, per realizzare una efficiente forma di governo della collettività comunale.

CAPO II

IL SINDACO


Art. 10 - Funzioni

  1. Il Sindaco è eletto dai cittadini a suffragio universale diretto ed è membro del Consiglio comunale.
  2. . Il Sindaco è l'organo responsabile dell'Amministrazione comunale ed Ufficiale di Governo.
  3. Il Sindaco presta davanti al Consiglio, nella seduta di insediamento, il giuramento di osservare lealmente la Costituzione italiana.
  4. Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune, da portarsi a tracolla.

Art. 11 - Funzioni del Sindaco quale organo responsabile dell'Amministrazione

  1. Il Sindaco, nelle funzioni di organo istituzionale e responsabile dell'Amministrazione Comunale:

    a) promuove le iniziative e gli interventi più idonei per realizzare il progresso ed il benessere dei cittadini che compongono la Comunità; 
    b) assume la rappresentanza generale dell'ente; 
    c) nomina e revoca i componenti della Giunta;
    d) nomina, designa e revoca i rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio Comunale. Tali nomine e designazioni devono essere effettuate entro 45 giorni dall'insediamento, ovvero entro i termini di scadenza del precedente incarico;
    e) nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, secondo le modalità e i criteri stabiliti dalla Legge, nonché dallo Statuto e dal regolamento;
    f) comunica al Consiglio comunale le nomine e le revoche di cui ai punti d) ed e), con le relative motivazioni, nella seduta immediatamente successiva all'evento;
    g)adotta i provvedimenti necessari nel caso di assenza o di inattività dei dirigenti competenti;
    h)assume la direzione e dispone il coordinamento dell'attività politico-amministrativa del Comune, con poteri di indirizzo, di collegamento e di controllo dell'attività degli Assessori e delle strutture gestionali-esecutive;
    i)sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici;
    l)può sospendere l'adozione di atti specifici concernenti l'attività amministrativa dei singoli Assessori, per sottoporli all'esame della Giunta e può revocare gli atti già adottati;
    m) impartisce direttive al Segretario generale e ai Dirigenti in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa di tutti gli uffici e servizi;
    n)può dare delega generale o parziale delle sue competenze ed attribuzioni, nei soli casi espressamente previsti dalla Legge, ad Assessori e Consiglieri comunali, Presidenti di Circoscrizione e Consiglieri Circoscrizionali;
    o) promuove ed assume iniziative per concludere accordi di programma con tutti i soggetti previsti dalla Legge;
    p) approva i ruoli dei tributi, dei canoni e delle entrate comunali;
    q) determina gli orari di apertura al pubblico degli uffici e dei servizi comunali;
    r) convoca e presiede la Giunta comunale e ne stabilisce gli argomenti all'ordine del giorno;
    s) coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal consiglio comunale e nell'ambito dei criteri eventualmente indicati dalla regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, al fine di armonizzare l'espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali degli utenti;
    t) in casi di emergenza, connessi con il traffico e/o inquinamento atmosferico acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie, si verifichino particolari necessità dell'utenza, può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché d'intesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, adottando i provvedimenti di cui al comma 2 dell'art.38 della Legge n.142/90;
    u) adotta i decreti in materia di espropriazione e di occupazione di immobili;
    v) riferisce al Consiglio sulla propria attività e svolge attività propositive e di impulso nei confronti dello stesso;
    z)per quanto non specificamente contemplato nel presente articolo, rientrano nelle funzioni del Sindaco tutte le altre funzioni previste dalla legislazione vigente.

Art. 12 - Funzioni del Sindaco quale Ufficiale di Governo

  1. Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, adotta provvedimenti contingibili ed urgenti, emanando ordinanze in materia di sanità ed igiene, edilizia e polizia locale, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità dei cittadini. Assume in questi casi i poteri ed adotta i provvedimenti previsti dalla Legge.
  2. Gli atti di cui al precedente comma debbono essere motivati e sono adottati nel rispetto dei principi generali dell'ordinamento giuridico.
  3. In caso di assenza od impedimento del Sindaco, colui che lo sostituisce esercita anche le funzioni di cui al presente articolo.

Art. 13 - Dimissioni, impedimento e decadenza del Sindaco

  1. In caso di impedimento permanente, rimozione, decadenza o decesso del Sindaco, la Giunta decade e si procede allo scioglimento del Consiglio.
  2. Il Consiglio e la Giunta rimangono in carica fino all'elezione del nuovo Sindaco e del nuovo Consiglio. Durante tale periodo le funzioni di Sindaco vengono svolte dal Vice Sindaco.
  3. In caso di dimissioni presentate dal Sindaco, le stesse diventano irrevocabili trascorso il termine di venti giorni dalla loro presentazione al consiglio. In tal caso si procede allo scioglimento del consiglio comunale, con contestuale nomina di un commissario.
  4. Il termine inizia a decorrere dal giorno successivo alla data della formale consegna, al Segretario Generale o al Presidente del Consiglio, delle dimissioni indirizzate al Consiglio comunale.
  5. Lo scioglimento del Consiglio comunale determina in ogni caso la decadenza del Sindaco e della Giunta.
  6. Il voto contrario del Consiglio comunale ad una proposta del Sindaco o della Giunta non comporta le dimissioni degli stessi.

Art. 14 - Mozione di sfiducia

  1. Il Sindaco e la Giunta cessano dalla carica in caso di approvazione di una mozione di sfiducia votata per appello nominale dalla maggioranza assoluta dei componenti il Consiglio.
  2. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri comunali assegnati; senza computare a tal fine il Sindaco, viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
  3. La mozione approvata determina lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario ai sensi delle leggi vigenti.
  4. Il Sindaco informa il Prefetto dell'avvenuta presentazione della mozione di sfiducia.

Art. 15 - Il Vice Sindaco

  1. Il Vice Sindaco sostituisce il Sindaco in tutte le funzioni a lui attribuite dalla Legge, dallo Statuto e dai regolamenti, in caso di assenza o impedimento temporaneo, nonché nel caso di sospensione dall'esercizio delle funzioni adottata ai sensi di legge.
  2. Nel caso di contemporanea assenza o impedimento del Sindaco e del Vice Sindaco ne esercita temporaneamente le funzioni l'assessore anziano d'età.
  3. La mozione approvata determina lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario ai sensi delle leggi vigenti.
  4. Il Sindaco informa il Prefetto dell'avvenuta presentazione della mozione di sfiducia.

CAPO III

IL CONSIGLIO COMUNALE


Art. 16 - Ruolo e competenze generali

  1. Il Consiglio comunale è espressione della Comunità dalla quale è eletto. Esso rappresenta l'organo di indirizzo e di controllo politico amministrativoed è dotato di autonomia funzionale ed organizzativa.
  2. Le attribuzioni generali del Consiglio, quale organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo, sono esercitate su tutte le attività del Comune, nelle forme previste dal presente Statuto e dalla Legge.
  3. Il Consiglio comunale sulla base della normativa vigente in materia di enti locali ha competenza esclusiva per l'adozione degli atti attraverso i quali esercita le funzioni fondamentali per l'organizzazione e lo sviluppo della Comunità, e determina gli indirizzi della politica amministrativa dell'Ente.
  4. Il Consiglio comunale è, inoltre, competente per tutti quegli atti relativi alle dichiarazioni di ineleggibilità ed incompatibilità dei Consiglieri comunali ed alla loro surrogazione.
  5. Il Consiglio dura in carica fino all'elezione del nuovo, limitandosi, dopo l'indizione dei comizi elettorali, ad adottare esclusivamente gli atti urgenti ed improrogabili.

Art. 17 - Scioglimento del Consiglio Comunale

  1. Il Consiglio comunale viene sciolto con decreto del Presidente della Repubblica., su proposta del Ministro dell'Interno, per:
    a) aver compiuto atti contrari alla Costituzione, nonché per gravi motivi di ordine pubblico; 
    b) non poter assicurare il normale funzionamento degli organi e dei servizi per le seguenti cause:
      aa) dimissioni, impedimento permanente, rimozione, decadenza e decesso del Sindaco;
      bb) cessazione dalla carica per dimissioni contestuali, ovvero rese anche con atti separati purché contemporaneamente presentati al protocollo comunale, della metà più uno dei consiglieri assegnati, non computando a tal fine il Sindaco ( data l'attuale composizione del Consiglio, sedici consiglieri);
      cc) riduzione del Consiglio comunale per impossibilità di surroga alla metà dei componenti del Consiglio;
      dd) mancata approvazione del Bilancio nei termini previsti.
  2. La mozione di sfiducia deve essere motivata e sottoscritta da almeno due quinti dei Consiglieri comunali assegnati; senza computare a tal fine il Sindaco, viene messa in discussione non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni dalla sua presentazione.
  3. La mozione approvata determina lo scioglimento del Consiglio Comunale e la nomina di un Commissario ai sensi delle leggi vigenti.
  4. Il Sindaco informa il Prefetto dell'avvenuta presentazione della mozione di sfiducia.

Art. 18 - Funzioni di indirizzo politico-amministrativo

  1. Il Consiglio comunale approva in un apposito documento gli indirizzi generali di governo.
  2. Il Consiglio comunale definisce i principi affermati dal presente Statuto, stabilisce la programmazione generale dell'Ente ed adotta gli atti fondamentali che ne guidano operativamente l'attività, e in particolare: 
    a) gli atti che determinano il quadro istituzionale comunale, comprendente i regolamenti per il funzionamento degli organi elettivi e degli istituti di partecipazione popolare, gli ordinamenti del decentramento, gli organismi costituiti per la gestione dei servizi, le forme associative e di collaborazione con gli altri soggetti; 
    b) l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, la disciplina generale delle tariffe per la fruizione di beni e servizi; 
    c) gli atti di pianificazione finanziaria annuale e pluriennale, i bilanci, i programmi operativi degli interventi, i progetti e i relativi piani finanziari, nonché i piani di investimento; gli atti che incidono sulla consistenza del patrimonio immobiliare dell'ente e la definizione degli indirizzi per la sua utilizzazione e gestione; 
    d) gli atti di pianificazione urbanistica ed economica generale e quelli di programmazione attuativa; i piani particolareggiati e i piani di recupero; programmi pluriennali e annuali di attuazione; 
    e) gli indirizzi rivolti alle aziende speciali ed agli enti dipendenti, sovvenzionati o sottoposti a vigilanza.
  3. Il Consiglio, con l'approvazione degli atti di pianificazione operativa e finanziaria annuale e pluriennale, definisce per ciascun programma, intervento e progetto, i risultati che costituiscono gli obiettivi della gestione dell'ente e determina i tempi per il loro conseguimento.
  4. Il Consiglio può stabilire, con gli atti fondamentali approvati, i criteri guida per la loro concreta attuazione ed adottare risoluzioni per promuovere, indirizzare, sollecitare l'attività degli altri organi elettivi e l'operato dell'organizzazione, per l'attuazione degli indirizzi generali di governo.
  5. Il Consiglio può esprimere direttive per l'adozione da parte della Giunta di provvedimenti, dei quali i revisori dei conti abbiano segnalato la necessità per esigenze di carattere finanziario e patrimoniale, concernenti l'amministrazione e la gestione economica delle attività comunali.
  6. Il Consiglio delibera la definizione degli indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni, nonché la nomina dei rappresentanti del Consiglio presso enti, aziende ed istituzioni ad esso espressamente riservata dalla legge. Per tali nomine, così come per quelle relative ai Consigli di Amministrazione di aziende speciali, istituzioni, società per azioni, va rispettato il criterio di rappresentanza delle minoranze consiliari, sentita la Conferenza dei capigruppo consiliari.
  7. Il Consiglio può adottare risoluzioni, mozioni, ordini del giorno per esprimere, nel rispetto del principio della pluralità di opinioni, la sensibilità e gli orientamenti ivi emergenti su temi ed avvenimenti di carattere politico, sociale, economico, culturale ed interpretare con tali atti la partecipazione dei cittadini agli eventi che interessano la comunità locale e nazionale.
  8. Il Consiglio si adegua, altresì, ai principi di efficienza che sorreggono tutta l'attività dell'ente, per cui i propri lavori saranno disciplinati dal regolamento in modo da renderli effettivi.

Art. 19 - Funzioni di controllo politico-amministrative

  1. Il Consiglio comunale esercita le funzioni di controllo politico-amministrative, con le modalità stabilite dal presente Statuto e dai regolamenti, per le attività:
    a) degli organi e dell'organizzazione operativa del Comune;
    b) delle istituzioni, aziende speciali, gestioni convenzionate e coordinate, consorzi, società che hanno per fine l'esercizio di servizi pubblici e la realizzazione di opere, progetti, interventi, effettuate per conto del Comune od alle quali lo stesso partecipa con altri soggetti.
  2. Nei confronti dei soggetti, di cui al punto b) del precedente comma, l'attività di controllo è esercitata nei limiti e con le modalità stabilite dalla legge e dagli ordinamenti di ciascuno di essi.
  3. Il Consiglio verifica, con le modalità che saranno stabilite dal regolamento, la coerenza dell'attività dei soggetti ed organizzazioni di cui al primo comma con gli indirizzi generali dallo stesso espressi e con gli atti fondamentali approvati, per accertare che l'azione complessiva dell'amministrazione della comunità persegua i principi affermati dallo Statuto e dalla programmazione generale adottata.
  4. La vigilanza sulla gestione delle aziende speciali e degli altri enti e organismi di cui al punto b) del primo comma è esercitata, secondo le norme stabilite dai loro ordinamenti e dal regolamento comunale, dal Consiglio comunale, a mezzo del Sindaco, che ne riferisce al Consiglio medesimo.
  5. Il Collegio dei Revisori dei conti adempie alle funzioni allo stesso attribuite dalla legge e collabora con il Consiglio comunale nella sua funzione di controllo e di indirizzo, secondo le modalità appresso indicate:
    a) segnalando al Consiglio, in occasione della presentazione del bilancio di previsione, i contenuti dello stesso ritenuti meritevoli di particolare esame;
    b) segnalando aspetti e situazioni della gestione economico-finanziaria corrente capace di incidere negativamente sul risultato dell'esercizio; 
    c) sottoponendo le proprie valutazioni sui risultati del controllo economico della gestione e formulando in base ad essi eventuali proposte; 
    d) partecipando collegialmente, con funzioni di relazione e consultive, alle adunanze del Consiglio comunale relative all'approvazione del bilancio e del conto consuntivo e nella persona del Presidente tutte le volte che lo stesso sarà invitato dal Sindaco, per riferire o dare pareri consultivi su particolari argomenti.

Art. 20 - Attività ispettive e commissioni di indagine

  1. Il Sindaco risponde entro 20 giorni alle interrogazioni e ad ogni altra istanza secondo le norme regolamentari previste per il funzionamento del Consiglio Comunale.
  2. Su proposta del Sindaco o su istanza sottoscritta da almeno un terzo dei Consiglieri assegnati (per l'attuale composizione del Consiglio Comunale si intendono 10 consiglieri), il Consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei propri membri, può istituire al proprio interno commissioni di indagine sull'attività dell'Amministrazione.
  3. I poteri, la composizione e il funzionamento delle suddette commissioni sono disciplinate da apposito regolamento.

Art. 21 - Prima adunanza del Consiglio comunale

  1. La prima adunanza del Consiglio è convocata dal Sindaco, entro il termine perentorio di dieci giorni dalla proclamazione degli eletti. L'adunanza è presieduta dal Consigliere anziano fino all'elezione del Presidente dell'Assemblea e deve tenersi entro il termine di dieci giorni dalla convocazione, per gli adempimenti previsti, ossia: 
    a) eventuale surroga e convalida degli eletti;
    b) elezione del Presidente del Consiglio comunale e dei Vice Presidenti;
    c) comunicazione, da parte del Sindaco, dei componenti della Giunta;
    d) (abrogata).
  2. In caso di avvenuta elezione del Presidente, la seduta prosegue sotto la Presidenza dell’eletto per la trattazione degli ulteriori argomenti posti all'ordine del giorno.
  3. La seduta è pubblica e le votazioni sono palesi. Alle votazioni possono partecipare i consiglieri delle cui cause ostative si discute.
  4. È consigliere anziano colui che, nella consultazione elettorale per l'elezione del Consiglio, ha ottenuto la maggiore cifra individuale, ai sensi del 4° comma dell'art. 22 del D.P.R. 16 maggio 1960, n. 570, con esclusione del Sindaco neoeletto e dei candidati alla carica di Sindaco.
  5. In caso di assenza o impedimento il Consigliere anziano è sostituito dal Consigliere che, nella graduatoria di anzianità, occupa il posto immediatamente successivo.

Art. 22 - Elezione del Presidente del Consiglio comunale

  1. Il Presidente è eletto dal Consiglio comunale a scrutinio segreto con maggioranza dei 2/3 dei Consiglieri assegnati in prima convocazione (stante l'attuale composizione del Consiglio la maggioranza dei 2/3 viene fissata in 21 voti). Qualora nessun candidato raggiunga tale maggioranza, si procederà, seduta stante, ad una seconda votazione dove è necessario il raggiungimento della maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. In caso di esito negativo di tali votazioni si procederà in Consigli comunali successivi da convocarsi con cadenza bisettimanale, prevedendo per ciascuna seduta due votazioni, fino a quando un candidato non avrà riportato sedici voti. La votazione a scrutinio segreto sarà effettuata utilizzando appositi sistemi per garantirne la segretezza esprimendo il voto con l'apposizione di una “x” a fianco del candidato scelto, utilizzando schede prestampate con l'elenco nominativo di tutti i consiglieri in numero pari a quelli aventi diritto al voto, opportunamente siglate dal Segretario Generale e da due scrutatori: uno di maggioranza e uno di opposizione. Ad elezione avvenuta le schede saranno distrutte.

Art. 23 - Ufficio di Presidenza

  1. Al fine di garantire la migliore funzionalità del Consiglio comunale e degli Organi consiliari si costituisce un Ufficio di Presidenza. Esso è formato dal Presidente e da due Vice Presidenti.
  2. All'Ufficio di Presidenza è assicurata una sede idonea, una dotazione strumentale e un'unità organizzativa, posta alla diretta dipendenza del Presidente, formata da almeno tre dipendenti comunali, (di cui uno di 6° livello) per lo svolgimento di compiti di segreteria, oltre che di supporto anche alle attività delle Commissioni consiliari e/o dei consiglieri comunali.

Art. 24 - Ruolo e funzioni del Presidente

  1. Compete al Presidente il potere di convocazione e direzione dei lavori e delle attività del Consiglio comunale; ne istruisce i lavori e coordina il dibattito, secondo quanto stabilito dal regolamento di Consiglio comunale.
  2. Spetta, altresì, al Presidente di: 
    a) (abrogata)
    b) formulare l'ordine del giorno, di concerto con l'Ufficio di Presidenza, sentiti il Sindaco e la Conferenza dei Capigruppo;
    c) convocare e presiedere la Conferenza dei Capigruppo e l'Ufficio di Presidenza, fissandone i relativi ordini del giorno;
    d) coordinare i lavori delle singole Commissioni consiliari, anche attraverso riunioni congiunte dei Presidenti delle Commissioni stesse; 
    e) assicurare un'adeguata e preventiva informazione ai gruppi consiliari e ai singoli consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio.
  3. Il Presidente promuove i rapporti del Consiglio comunale con il Sindaco, la Giunta, i Consigli Circoscrizionali, il collegio dei Revisori dei Conti, il Difensore civico, le istituzioni e aziende speciali e gli altri organismi ai quali il Comune partecipa.
  4. Vanno notificati al Presidente, all'atto della loro pubblicazione, le deliberazioni adottate dalla Giunta comunale, gli esiti delle deliberazioni del Consiglio e della Giunta, sottoposti al Difensore civico e al CO.RE.CO, nonché le deliberazioni dirigenziali.
  5. Il Presidente è garante del corretto svolgimento dei lavori del Consiglio comunale e per tale compito può disporre, anche, dell'uso della forza pubblica.
  6. In caso di decadenza del Presidente, si considera decaduto anche l'Ufficio di Presidenza.

Art. 25 -Assenza o impedimento temporaneo del Presidente

  1. In caso di assenza o impedimento temporaneo, il Presidente è sostituito in tutte le sue funzioni da un Vice Presidente, con precedenza a chi, nell'elezione dei Vice Presidenti, ha ottenuto più voti. In caso di assenza di entrambi, il Consiglio Comunale è presieduto dal Consigliere anziano. Al Vice Presidente che sostituisce il Presidente, per assenza o impedimento per un periodo superiore a giorni 30, si trasferisce l'eventuale indennità economica prevista per il Presidente, per la durata effettiva della sostituzione.

Art. 26 - Decadenza del Presidente

  1. Il Presidente decade per :
    a) presentazione delle dimissioni che sono irrevocabili ed hanno effetto immediato dalla loro formalizzazione al Segretario Generale; 
    b) mozione di sfiducia, debitamente motivata, presentata da 12 Consiglieri. La mozione di sfiducia viene messa in discussione non prima di 10 giorni e non oltre i 30 giorni dalla sua presentazione deve essere approvata dalla maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati.
  2. In caso di decadenza del Presidente, si considera decaduto anche l'Ufficio di Presidenza ed il Consigliere anziano assume, temporaneamente e fino all'elezione del nuovo Presidente, le funzioni di Presidente.

Art. 27 - Elezione dei Vice Presidenti

  1. I due Vice Presidenti vengono eletti dal Consiglio Comunale tra i propri membri, successivamente all'elezione del Presidente.
  2. L'elezione dei Vice Presidenti avviene, in un'unica votazione, con le stesse modalità operative previste per l'elezione del Presidente. Risultano eletti il più votato della maggioranza e della minoranza. A parità di voti è eletto il più anziano d'età.

Art. 28 - Decadenza dei Vice Presidenti

  1. I Vice Presidenti decadono per: 
    a) presentazione delle dimissioni, che sono irrevocabili ed hanno effetto immediato dalla loro formalizzazione al Segretario Generale; 
    b) decadenza del Presidente; 
    c) mozione di sfiducia, debitamente motivata, sottoscritta da 12 Consiglieri. La mozione di sfiducia viene messa in discussione in Consiglio comunale non prima di dieci giorni e non oltre trenta giorni della sua presentazione e si intende approvata se ottiene il voto di 16 dei Consiglieri assegnati.
  2. La decadenza di uno dei Vice Presidenti determina la decadenza anche dell'altro, il quale resta però in carica fino a nuova elezione.
  3. La rielezione dei Vice Presidenti avviene, con le modalità previste dal comma 2 dell'art. 27,nella prima seduta utile del Consiglio comunale, ma non oltre 20 giorni dalla decadenza.

Art. 29 - Convocazione del Consiglio comunale

  1. Il Consiglio comunale è convocato dal Presidente del Consiglio o, in caso di assenza o impedimento, dal suo sostituto.
  2. Modalità di convocazione, ordine del giorno, numero legale per la validità delle sedute e delle deliberazioni sono disciplinati dal regolamento.

Art. 30 - Pubblicità delle sedute del Consiglio comunale

  1. Le sedute del Consiglio comunale sono pubbliche, salvo i casi previsti dal regolamento.
  2. Le sedute del Consiglio comunale, unitamente all'ordine del giorno degli argomenti da trattare, sono di norma comunicate dal Sindaco alla cittadinanza, almeno il giorno precedente con apposito avviso da pubblicarsi all'Albo Pretorio ed in altri luoghi pubblici.
  3. Nel caso in cui debbano essere formulati apprezzamenti e valutazioni su persone, il Presidente dispone la trattazione dell'argomento in seduta non aperta al pubblico.

Art. 31 - Delle deliberazioni

  1. Le proposte di deliberazione da sottoporre all'esame del Consiglio comunale devono essere depositate presso la Segreteria generale, corredate dai prescritti pareri, almeno 24 ore prima della riunione, ad esclusione dei giorni festivi e comunque almeno un'ora prima dell'orario di chiusura degli uffici. Sarà cura dell'Ufficio di Presidenza assicurare la distribuzione ai capigruppo consiliari di copia delle relazioni istruttorie dei singoli atti posti all'ordine del giorno.
  2. Il Segretario attesta la regolarità e l'avvenuto deposito degli atti del Consiglio comunale nei termini previsti.
  3. I verbali delle sedute sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

Art. 32 - Commissione Affari Istituzionali

  1. E' istituita la Commissione Affari Istituzionali la cui composizione, nonché la relativa Presidenza e Vice Presidenza, viene eletta in Consiglio Comunale garantendo la rappresentanza delle minoranze.
  2. Essa ha il compito di procedere alla stesura, all'attuazione e alla verifica dello Statuto e dei regolamenti di attuazione dello stesso.

Art. 33 - Commissioni consiliari permanenti

  1. Il Consiglio comunale costituisce al suo interno le seguenti commissioni permanenti:
    a) Commissione "Conferenza dei Capi Gruppo" di cui all'art. 34; 
    b) Commissione "Ufficio di Presidenza" di cui all'art. 23;
    c) numero sei Commissioni consiliari permanenti a carattere consultivo e propositivo, attraverso attività istruttoria e propositiva;
  2. Tali Commissioni vengono formalizzate con deliberazioni consiliari da adottarsi nella seduta immediatamente successiva a quella di insediamento del Consiglio comunale. Per quanto riguarda la composizione e il numero dei componenti delle Commissioni indicate alla lettera c) si rimanda ad apposito regolamento che verrà adottato nelle forme di legge.
  3. Le proposte di deliberazione al Consiglio comunale devono essere sottoposte all'ordine del giorno delle competenti Commissioni consiliari in almeno due sedute ordinarie di queste ultime, fatta eccezione per eventuali proposte di deliberazione scaturenti da motivata e accertata urgenza, per le quali, comunque, il Presidente del Consiglio comunale dovrà procedere, prima della discussione consiliare, alla convocazione straordinaria e urgente delle competenti Commissioni. Sarà cura degli uffici corredare le proposte di deliberazione all'ordine del giorno del Consiglio comunale degli stralci dei verbali delle competenti commissioni.
  4. Per il funzionamento e le competenze non previste dal presente Statuto si rimanda all'apposito regolamento.

Art. 34 - Commissioni consiliari speciali o di inchiesta

  1. Il Consiglio comunale può istituire, nel suo seno, Commissioni consiliari speciali per lo studio, la valutazione e l'impostazione di interventi, progetti e piani di particolare rilevanza, che non rientrino nella competenza ordinaria delle Commissioni permanenti.
  2. Su proposta del Sindaco, o su istanza sottoscritta da almeno un terzo dei Consiglieri, il Consiglio può costituire, nel suo seno, laddove ne ravvisi l'effettiva necessità, Commissioni speciali d'inchiesta incaricate di effettuare accertamenti su fatti, atti, provvedimenti e comportamenti tenuti dai membri degli organi istituzionali e dai dirigenti comunali. Tale proposta dovrà comunque essere punto esplicito all'ordine del giorno del Consiglio Comunale.
  3. La composizione e il funzionamento delle Commissioni consiliari speciali devono essere disciplinate dall'atto deliberativo istitutivo della Commissione stessa.
  4. Ai componenti della Commissione non è opponibile il segreto d'ufficio.

Art. 35 - Gruppi consiliari e Conferenza dei Capigruppo

  1. I consiglieri eletti nella medesima lista formano un Gruppo consiliare, purché non inferiore a tre. Fanno eccezione i consiglieri appartenenti ai partiti, forze e gruppi politici rappresentati in Parlamento.
  2. Nel corso della consiliatura, la costituzione di un nuovo gruppo consiliare, che faccia riferimento a partiti, forze e gruppi politici presenti in Parlamento, dovrà essere corredata da dichiarazione di delegato legalmente riconosciuto.
  3. I Consiglieri eletti nelle altre liste, che abbiano ottenuto meno di tre seggi, possono costituirsi in Gruppo misto, di almeno tre Consiglieri e sono tenuti a comunicare al Sindaco, entro sette giorni dalla convalida degli eletti, la costituzione del gruppo misto. In mancanza, il Sindaco, con proprio provvedimento, costituisce il Gruppo misto, che potrà risultare anche di un numero di Consiglieri inferiore a tre.
  4. Ogni consigliere è libero, per tutta la durata del proprio mandato, di cambiare gruppo, facendone apposita comunicazione, formalmente documentata, al Sindaco ed ai Capi Gruppo.
  5. Nel caso in cui un Gruppo, per l'esodo dei Consiglieri, dovesse ridursi a meno di tre, il Sindaco iscrive gli stessi al Gruppo misto, qualora gli interessati non facciano richiesta di passaggio ad altro Gruppo entro sette giorni dal verificarsi dell'evento
  6. Ciascun Gruppo comunica al Sindaco il nome del Capo Gruppo e del Vice Capo Gruppo entro il giorno precedente la prima riunione del Consiglio comunale neo eletto. In mancanza di tale comunicazione viene considerato Capo Gruppo il Consigliere anziano del Gruppo e cioè l' eletto con la maggiore cifra individuale.
  7. Nel caso in cui il gruppo misto è costituito esclusivamente da candidati sindaci, il Sindaco designa come Capo Gruppo il candidato che ha riportato il maggior numero di voti
  8. La Conferenza dei Capigruppo è l'organo consultivo del Presidente del Consiglio comunale. Concorre alla programmazione delle riunioni, alla formulazione dell'ordine del giorno, e ad assicurare il migliore svolgimento del Consiglio .
  9. Il Regolamento definisce le altre competenze della Conferenza dei Capigruppo, le norme per il suo funzionamento e le strutture di cui devono essere dotati i gruppi per l'esercizio delle funzioni loro attribuite.

Art. 36 - Controllo sugli atti deliberativi.

  1. Sono soggette al controllo preventivo di legittimità le deliberazioni che la Giunta intende, di propria iniziativa, sottoporre agli organi di controllo, nonché i seguenti atti di competenza del Consiglio: Statuto dell'ente, regolamenti (esclusi quelli attinenti all'autonomia organizzativa e contabile), bilanci annuali e pluriennali e relative variazioni, rendiconto della gestione.
  2. Le deliberazioni di competenza della Giunta e del Consiglio sono sottoposte al controllo nei limiti delle illegittimità denunciate quando un quarto dei consiglieri (data l'attuale composizione del consiglio si intende otto consiglieri) ne faccia richiesta scritta e motivata con l' indicazione delle norme violate, entro dieci giorni dall'affissione all'Albo pretorio, quando le deliberazioni stesse riguardino: 
    a) appalti e affidamento di servizi o forniture di importo superiore alla soglia di rilievo comunitario; 
    b) assunzioni del personale, piante organiche e relative variazioni. Il controllo di questi atti è esercitato dal Difensore civico e qualora questi non sia in carica esso è esercitato dal Comitato regionale di controllo.
  3. Contestualmente all'affissione all'albo, le deliberazioni adottate dalla Giunta sono trasmesse ai capigruppo consiliari: i relativi testi sono messi a disposizione dei consiglieri tramite l'ufficio di presidenza del consiglio come riportato al comma 4 dell'art. 24 del presente Statuto. Vanno inoltre notificate all'Ufficio di Presidenza e ai Capigruppo l'elenco delle delibere inviate al Difensore civico, nonché i relativi esiti.
  4. Gli esiti vanno inoltre notificati ai sottoscrittori della richiesta di invio al Difensore civico.
  5. Entro gli stessi termini di cui al comma 2 possono altresì essere sottoposte al controllo le deliberazioni della Giunta, quando un terzo dei Consiglieri comunali assegnati (per l'attuale composizione del Consiglio Comunale si intendono 10 consiglieri), con richiesta scritta e motivata, le ritengano viziate di incompetenza o assunte in contrasto con atti fondamentali del Consiglio.
  6. Non sono soggette al controllo di legittimità le deliberazioni meramente esecutive di altre deliberazioni.

Art. 37 - Consiglieri comunali

    1. La posizione giuridica e lo status di Consigliere comunale sono regolati dalla legge.
    2. I Consiglieri comunali entrano in carica all'atto della loro proclamazione ovvero, in caso di surrogazione, non appena adottata dal Consiglio la relativa deliberazione.
    3. I Consiglieri comunali rappresentano l'intera comunità ed esercitano le loro funzioni senza vincolo di mandato, con piena libertà d'opinione e di voto. 4.Le dimissioni dalla carica di consigliere, indirizzate al Consiglio, devono essere assunte immediatamente al protocollo comunale nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili, non necessitano di presa d'atto e sono immediatamente efficaci.
    4. Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari, con separate deliberazioni, seguendo l'ordine di presentazione delle dimissioni quale risulta dal protocollo. Non si fa luogo alla surroga qualora, ricorrendo i presupposti, si debba procedere allo scioglimento del Consiglio in base alla normativa vigente, esplicitamente riportata all'art. 17 dello Statuto.
    5. L'approvazione di proposte, di deliberazioni, nonché emendamenti sostanziali sulle delibere in discussione, è subordinata all'acquisizione dei pareri tecnici, contabili e di legittimità previsti dalla legge.
    6. Il regolamento disciplina le modalità di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo da parte del Consigliere comunale di: 
      a) esercitare l'iniziativa per tutti gli atti e provvedimenti sottoposti alla competenza deliberativa del Consiglio; 
      b) presentare all'esame del Consiglio interrogazioni e mozioni: 
      c) ottenere nel più breve tempo possibile, e non oltre dieci giorni, dagli uffici del Comune e dalle aziende ed enti dipendenti dallo stesso, tutte le notizie ed informazioni utili all'espletamento del proprio mandato, nonché copie di atti e documenti che risultino necessari per l'espletamento del suo mandato, in esenzione di spese.
    7. Il Consigliere che, per motivi personali, di parentela, professionali o di altra natura, abbia interesse ad una deliberazione deve assentarsi dall'adunanza per la durata del dibattito e della votazione sulla stessa, richiedendo che ciò sia fatto constatare a verbale.
    8. Ove la constatazione dei motivi e/o interessi di cui sopra venga rilevata prima della votazione, il Presidente dell'Assemblea inviterà il Consigliere interessato ad allontanarsi dall'aula. Ove, invece, il rilievo si palesi a votazione avvenuta, il Presidente proporrà alla prima adunanza utile la revoca dell'atto, informandone gli organi competenti. 10. I Consiglieri cessati dalla carica per effetto dello scioglimento del Consiglio continuano ad esercitare gli incarichi esterni loro attribuiti, fino alla nomina dei successori. 1
    9. I consiglieri che non intervengono a 5 sedute consecutive, senza giustificati motivi, sono dichiarati decaduti. La decadenza è pronunciata dal Consiglio secondo la seguente procedura: 1) quando si verifica la causa di decadenza prevista dal presente comma, il Presidente del Consiglio Comunale, con i Poteri del Consiglio, gliela contesta per iscritto con formale notifica; 
      2) Il consigliere ha venti giorni di tempo per far valere le cause giustificative davanti all'Ufficio di Presidenza, il quale formula una proposta al Consiglio Comunale; 
      3) Entro i venti giorni successivi alla scadenza del termine di cui al periodo precedente il Consiglio delibera definitivamente accettando le eventuali cause giustificative presentate dal consigliere, ovvero, qualora il consigliere non vi provveda, ovvero ancora, in caso di non accettazione delle stesse, pronunciandosi sulla relativa decadenza;
      4) La deliberazione deve essere notificata a colui che sia stato dichiarato decaduto entro i dieci giorni successivi alla sua adozione.
  • Si prevede, a richiesta dell'interessato, latrasformazione del gettone di presenza in un'indennità di funzione, secondo le vigenti norme di legge.

Art. 38 - Surroga e supplenza dei Consiglieri comunali e circoscrizionali

  1. Nei Consigli comunale e circoscrizionali il seggio che durante il quadriennio rimanga vacante per qualsiasi causa, anche se sopravvenuta, è attribuito al candidato individuato secondo le norme di legge.
  2. Nel caso di sospensione di un Consigliere, il Consiglio, nella prima adunanza successiva alla notifica del provvedimento di sospensione, procede alla temporanea sostituzione, affidando la supplenza per l'esercizio delle funzioni di Consigliere, al candidato secondo le norme di legge.
  3. La supplenza ha termine con la cessazione della sospensione. Qualora sopravvenga la decadenza, si fa luogo alla surrogazione a norma del comma 1 del presente articolo.

CAPO IV

LA GIUNTA COMUNALE

Art. 39 - Composizione

  1. La Giunta è organo sussidiario di collaborazione e supporto del Sindaco, e risulta composta dal Sindaco, che la convoca e presiede, e da Assessori, in numero massimo di 10 (dieci), tra cui un Vice Sindaco, nominati dal Sindaco anche al di fuori dei componenti del Consigli comunale.
  2. Possono essere nominati Assessori i cittadini in possesso dei requisiti di compatibilità e di eleggibilità alla carica di consigliere.
  3. Il Sindaco nomina i componenti della Giunta, tra cui un ViceSindaco, e ne dà comunicazione al Consiglio Comunale nella 1ª seduta successiva all'elezione o all'evento modificativo.

Art.39 bis - Linee Programmatiche di Mandato

  1. Nella seduta immediatamente successiva all'insediamento del Consiglio Comunale ed al giuramento del Sindaco ed alla presentazione della Giunta Comunale, il Sindaco, sentita la Giunta, presenta le linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato.
  2. Ciascun Consigliere Comunale ha il diritto di intervenire nella definizione delle linee programmatiche, proponendo le integrazioni, gli adeguamenti e le modifiche, secondo le modalità indicate dal regolamento di consiglio comunale.
  3. Con cadenza almeno annuale il Consiglio provvede ad apportare le eventuali variazioni alle linee programmatiche di cui al comma 1, in relazione alle nuove e diverse esigenze politiche-amministrative sorte nel corso del mandato.
  4. Al termine del mandato politico amministrativo, il Sindaco presenta all'organo consiliare una relazione circa lo stato d'attuazione e di realizzazione delle linee programmatiche.

Art. 40 - Incompatibilità tra Consigliere comunale e Assessore

  1. La carica di Assessore è incompatibile con quella di Consigliere comunale.
  2. Qualora un consigliere comunale assuma la carica di Assessore cessa dalla carica di consigliere all'atto dell'accettazione della nomina, ed al suo posto subentra il primo dei non eletti individuato secondo i termini di legge.
  3. Non possono far parte della Giunta il coniuge, gli ascendenti, i discendenti, i parenti ed affini del Sindaco, fino al terzo grado. Gli stessi non possono essere nominati rappresentanti del Comune.

Art. 41 - Divieto di incarichi e consulenze

  1. Il Sindaco, gli Assessori e i Consiglieri comunali non possono ricoprire incarichi o assumere consulenze presso enti ed istituzioni comunque sottoposti al controllo e vigilanza del Comune.

Art. 41 bis - Obblighi di astensione

  1. Il Sindaco, gli Assessori, il Presidente del Consiglio Comunale, i Consiglieri comunali, nonché gli amministratori di cui all'art.18 co.2 della legge n.265/99 devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. L'obbligo di astensione non si applica ai provvedimenti normativi o di carattere generale, quali i piani urbanistici, se non nei casi in cui sussista una correlazione immediata e diretta tra il contenuto della deliberazione e specifici interessi dell'amministratore o di parenti o affini fino al quarto grado. I componenti la giunta comunale in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall'esercitare attività professionale in materia edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato.
  2. Il comportamento degli amministratori, nell’esercizio delle proprie funzioni, deve essere improntato all’imparzialità e al principio di buona amministrazione, nel pieno rispetto della distinzione tra le funzioni, competenze e responsabilità degli amministratori di cui all’art.18 co.2 della Legge n.265/99, e quelle proprie dei dirigenti delle rispettive amministrazioni, ed, infine, in osservanza della disciplina dettata dall’art.19 della Legge n.265/99.

Art. 42 - Durata in carica della Giunta

  1. La Giunta entra in carica all'atto della nomina.
  2. La Giunta rimane in carica fino all'insediamento del nuovo Sindaco e della nuova Giunta.
  3. Le dimissioni presentate da un Assessore al Sindaco sono irrevocabili e hanno efficacia immediata; esse decorrono dal momento della consegna al Sindaco o al Segretario Generale.
  4. Ogni singolo Assessore può essere revocato dal Sindaco che ne dà motivata comunicazione al Consiglio comunale nella prima seduta utile.
  5. La Giunta decade in caso di decadenza del Sindaco.

Art. 43 - Anzianità degli Assessori

  1. All'Assessore anziano, in mancanza del Vice Sindaco o in sua assenza, spetta surrogare il Sindaco assente o impedito, sia quale Capo dell'Amministrazione comunale che quale Ufficiale di Governo. L'anzianità dell'Assessore è determinata dall'età.

Art. 44 - Competenze della Giunta

  1. La Giunta comunale: 
    a) collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune ed opera attraverso deliberazioni collegiali nell'attuazione degli indirizzi generali indicati dal Consiglio; 
    b) adotta i regolamenti sull'ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei criteri generali stabiliti dal Consiglio; 
    c) riferisce annualmente al Consiglio sulla propria attività e svolge attività propositiva di impulso nei confronti dello stesso; 
    d)compie tutti gli atti di amministrazione che non siano riservati dalla legge al Consiglio comunale e che non rientrino nelle competenze del Sindaco, degli organi di decentramento, del Direttore generale, del Segretario comunale o dei funzionari dirigenti;
  2. La Giunta in particolare nell'esercizio dell'attività propositiva, sottopone al Consiglio: 
    a) il bilancio preventivo annuale e pluriennale e il conto consuntivo; 
    b) i programmi, i piani territoriali ed urbanistici, i piani particolareggiati e di recupero, i programmi annuali e pluriennali per la loro attuazione e le eventuali deroghe, nonché i programmi, i progetti e i relativi piani finanziari di opere pubbliche; 
    c) le convenzioni con altri Comuni e con la Provincia, nonché con altri soggetti pubblici o privati, la costituzione e la modificazione di forme associative di cui il Comune fa parte, l'assunzione di pubblici servizi e la forma della loro gestione;
    d) l'istituzione e l'ordinamento dei tributi, nonché la disciplina generale delle tariffe per la fruizione di beni e servizi;
    e) la contrazione dei mutui e l'emissione di prestiti obbligazionari;
    f) gli acquisti e le alienazioni immobiliari, le relative permute, gli appalti e le concessioni che non siano previsti espressamente in atti fondamentali del Consiglio o che non ne costituiscano mera esecuzione e che, comunque, non rientrino nella ordinaria amministrazione di funzioni e servizi di competenza della Giunta, del Segretario o di altri funzionari.
  3. Nell'esercizio dell'attività esecutiva spetta alla Giunta:
    a) adottare tutti gli atti e provvedimenti occorrenti per l'esecuzione o l'attuazione delle deliberazioni del Consiglio; 
    b) deliberare sulle liti attive e passive e sulle transazioni; c) 
    (abrogata); 
    d) nominare commissioni per le selezioni pubbliche e riservate, ed ogni altra commissione che non sia espressamente riservata alla competenza del Consiglio; 
    e) disporre l'accettazione o il rifiuto di lasciti e donazioni; 
    f) adottare provvedimenti di assegnazione, cessazione e, su parere dell'apposita commissione, quelli disciplinari e di sospensione dalle funzioni del personale comunale, non riservati ad altri organi;
    g) attuare gli accordi di contrattazione decentrata, fatta salva la materia riservata alla competenza normativa del Consiglio; 
    h) esercitare, previa determinazione dei costi ed individuazione dei mezzi, funzioni delegate dalla Provincia, Regione e Stato quando non espressamente attribuite dalla Legge e dallo Statuto ad altro organo; 
    i) approvare le perizie suppletive di variante entro i termini stabiliti dalla legge; 
    l) deliberare gli appalti ed i contratti di somministrazioni o forniture di beni e servizi e di lavori di ordinaria amministrazione, relativi a spese di mantenimento e funzionamento, entro i limiti degli stanziamenti di bilancio approvati dal Consiglio e che il Regolamento non attribuisce alla competenza dei Dirigenti; 
    m) costituire servitù di ogni genere e tipo; 
    n) deliberare le locazioni attive e passive; 
    o) assegnare gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
  4. Appartiene, inoltre, alla Giunta deliberare le variazioni di bilancio consistenti in prelevamenti dal fondo di riserva ordinario e disporre l'utilizzazione delle somme prelevate. Allo stesso modo, la Giunta delibera i prelievi dal fondo di riserva di cassa.

Art. 45 - Funzionamento della Giunta

  1. La Giunta comunale esercita le funzioni attribuite alla sua competenza dalla Legge e dallo Statuto in forma collegiale, con le modalità stabilite dal regolamento.
  2. La Giunta delibera con l'intervento della metà dei suoi componenti, arrotondata all'unità superiore, e a maggioranza assoluta dei votanti.
  3. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco o, in sua assenza, dal Vice Sindaco. Nel caso di assenza di entrambi è convocata e presieduta dall'Assessore anziano.
  4. Gli Assessori esercitano, per delega del Sindaco, le funzioni di sovraintendenza al funzionamento dei servizi e degli uffici ed all'esecuzione degli atti, nonché ai servizi di competenza statale, nell'ambito delle aree e dei settori di attività specificamente definite dalla delega predetta. La delega attribuisce al delegato le responsabilità connesse alle funzioni con la stessa conferite e può essere revocata dal Sindaco in qualsiasi momento.
  5. Le adunanze della Giunta non sono pubbliche. Alle stesse partecipa il Segretario Generale ed assiste il funzionario designato dal Segretario per la redazione del verbale.
  6. Il Sindaco può disporre che alle adunanze della Giunta, nel corso dell'esame di particolari argomenti, siano presenti, con funzioni consultive, dirigenti e funzionari del Comune.
  7. Possono essere invitati alle riunioni della Giunta, per essere consultati su particolari argomenti afferenti alle loro funzioni e incarichi, il Presidente o il Collegio dei Revisori dei conti e i rappresentanti del Comune in enti, aziende, consorzi, commissioni.
  8. Le norme generali di funzionamento della Giunta sono stabilite, in conformità alla Legge e al presente Statuto, dal regolamento interno.
  9. Gli atti deliberativi adottati dalla Giunta sono firmati dal Sindaco, dal Segretario Generale e dal Vice Sindaco o, in assenza di quest'ultimo, dall'Assessore anziano.

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